6 maggio 1976, ore 21:00. La terra trema in Friuli, radendo al suolo interi paesi. Quasi 1000 vittime, migliaia di sfollati. Cinquant’anni dopo, il ricordo resta vivo: nel dolore di chi c’era, nell’assenza di chi manca, nella forza di una terra che non ha mai smesso di rialzarsi e nella forza di un’Italia che si è rimboccata le maniche e nell’impegno della CRI, con le centinaia di tende e ospedali da campo, le Infermiere Volontarie, i membri del Corpo Militare e i Pionieri in prima linea. E poi nella ricostruzione di case, asili e scuole per ridare normalità a chi aveva perso tutto. Infatti, dopo la prima fase di emergenza, la Croce Rossa restò in Friuli, impegnandosi anche nella fase della ricostruzione con la creazione di villaggi per gli sfollati, strutture sanitarie, asili e scuole realizzati con l’utilizzo dei fondi arrivati da ogni parte del mondo e dalle Consorelle.
